Hic et Nunc

Un patto sociale per la riconversione produttiva, anche dell’Ilva: lo chiede la Cisl

29 Lug 2022

di Silvano Trevisani

Un patto sociale di vera partecipazione che punto anche alle risorse del Pnrr per non perdere ulteriori posti di lavoro: anche nel caso della opportuna riconversione dell’ex Ilva è necessario non solo riqualificare la manodopera ma creare occasione di lavoro diversificato. È quello che chiede il consiglio generale della Cisl di Taranto e Brindisi, che si è riunito ieri all’Hotel Salina per rilanciare il tema del lavoro, ponendo “Il lavoro al centro”, con la partecipazione anche di Antonio Castellucci, segretario generale Cisl Puglia e Angelo Colombini, segretario confederale nazionale Cisl che ha chiuso il dibattito. Un consiglio che, in qualche modo, si dimostra aperto all’ipotesi di una diversificazione che trasformi la produzione, e riconverta ad esempio l’area a caldo dell’ex Ilva, ma creando lavoro e non eliminandolo.

Investire – ha detto in chiusura Colombini – significa investire sulle attività produttive, riqualificare i lavoratori che cambieranno lavoro nei prossimi anni, dentro le grandi trasformazioni energetiche ed ecologiche e, dall’altro lato, garantire i lavoratori che in quella realtà produttive, dove non ci sarà più il loro lavoro, vengano fatti investimenti per un’ulteriore attività. Perché è inutile dire: chiudiamo l’Ilva e poi non si investe più in questa realtà, perché rischieremmo di avere lavoratori riqualificati ma disoccupati, i quali poi non possono chiedere il reddito di cittadinanza che non ha la dignità del lavoro ma al più ha la dignità di dare una risposta alla povertà delle persone”.

Specificamente sull’ex Ilva ha detto che è necessaria la riconversione: “i forni elettrici sono un punto di riferimento, poi ci sarà anche l’idrogeno, però bisogna decidere al più presto, perché l’aria a caldo bisogna valorizzarla dentro questa grande trasformazione, altrimenti diventeremo la succursale di altri Paesi molto più grandi di noi e molto più capaci di quantità produttive, anche se non di qualità, perché l’acciaio italiano è uno dei migliori d’Europa. E questo vuol dire riqualificare l’attività produttiva anche all’interno della stessa attività”

Il consiglio era stato aperto dalla relazione del segretario generale territoriale Gianfranco Solazzo: “C’è la necessità di riportare il lavoro, al centro dell’agenda politica, di renderlo un obiettivo primario di ogni iniziativa mirata alla crescita del territorio. Il lavoro deve essere al centro non solo nella vita della persona, ma anche nella società. Occorre che rispetti e promuova la dignità di ogni persona umana. Per fare questo – ha detto Solazzo – è necessario che la politica e l’economia non guardino al lavoro esclusivamente come un dato quantitativo, ma come espressione della dignità inalienabile dell’uomo. È importante riconoscere la centralità del lavoro, quale strumento affidatoci per lo sviluppo della società. Pronti a cogliere favorevolmente le sfide e le opportunità che abbiamo davanti, come sindacato dobbiamo continuare a batterci contro il pericolo che una visione estremizzata dell’efficientamento aziendale finisca con soffocare la dignità delle persone. Nel corso della giornata – conclude – faremo il punto sulla vertenzialità in atto a livello territoriale, rilanciando lo strumento del dialogo sociale come fondamento di nuova interlocuzione con il Governo, affinché metta concretamente al centro le emergenze lavorative e sociali ancora presenti nelle provincie di Taranto e di Brindisi, considerando nello stesso tempo le importanti opportunità espresse dai vari settori produttivi che insistono sul nostro territorio”.

Per la Cisl Puglia – ha detto nel suo intervento il segretario regionale Castellucci – è evidente che molti dei principali comparti produttivi regionali sono coinvolti da incertezze e riassetti epocali: siderurgia, automotive, aerospazio ma anche la chimica e la farmaceutica e, seppure in modo diverso, anche l’abbigliamento, il calzaturiero e il settore del mobile imbottito. In Puglia, sono ormai decine e decine le vertenze incardinate nel comitato regionale Sepac, che coinvolgono migliaia di lavoratori; task force questa a cui chiediamo sempre più di divenire reale strumento e opportunità a livello regionale per la gestione e in particolar modo per la risoluzione positiva delle numerose vertenze a cui è sottoposta. Anche per questo è giunto il momento di reagire come sistema territoriale, attraverso un patto sociale di vera partecipazione, puntando con decisione anche sulle opportunità del Pnrr, per non perdere ulteriori posti di lavoro e creare nuove competenze e opportunità occupazionali di giovani e donne in particolare attraverso un lavoro stabile, sicuro e ben retribuito, considerando che in Puglia erano oltre 205 mila i disoccupati nel corso del 2021”.

Infine, citando “la madre di tutte le vertenze” cioè l’ex Ilva è il momento della responsabilità, non sono più rinviabili le sorti “dello stabilimento siderurgico più grande e importante del Paese. Il nostro appello è che adesso bisogna impegnarsi al più presto con un confronto tra istituzioni e parti sociali, per tutte le emergenze regionali.

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