Politica italiana

Taranto e Martina in controtendenza portano al successo il centrosinistra

14 Giu 2022

di Silvano Trevisani

In controtendenza rispetto a quanto registrato nel resto del Paese, o almeno in gran parte delle città in cui si è votato, Taranto e il suo territorio hanno premiato il centrosinistra, nonostante il graduale dissolvimento del Movimento 5Stelle, che solo a Mottola regge, riuscendo a mandare al ballottaggio il suo candidato, che è poi il sindaco uscente Giampiero Barulli. Ma andiamo per ordine cominciando da Taranto.

Dal voto per le amministrative di Taranto esce fortemente premiata, assieme al sindaco Rinaldo Melucci, tutta la sua giunta, o almeno il suo “nucleo stabile”. Risultano eletti in Consiglio, infatti, gli ex assessori “fedelissimi” di Melucci, vale a dire: il vice sindaco Fabiano Marti, gli assessori Fabrizio Manzulli, Francesca Viggiano, Paolo Castronuovo, oltre al presidente del Consiglio Lucio Lonoce, che ancora una volta ha raccolto una messe di voti. A rileggere i dati numerici delle preferenze, se ne deduce la lucidità delle strategie adottate che hanno consentito la premialità della scelta delle liste. Va rilevato, in questo senso, che dalla lista Pd che sosteneva Melucci, vengono eletti sette candidati, mentre nel 2017 ne vennero eletti ben undici. Il che vuol dire che la maggioranza dei venti seggi spettanti alla coalizione se li sono divisi le altre liste di appoggio. Ma vediamo nel dettaglio chi sono i nuovi consiglieri eletti, a cominciare proprio dalla lista del Pd. Primo assoluto per preferenze è il consigliere regionale Enzo Di Gregorio, che sfiora i 2.000 voti, seguito da Lonoce (1.632), da Gianni Liviano, che con 1.248 preferenze torna in Consiglio dopo l’esperienza in Regione, da Gianni Azzaro, Francesca Viggiano, Patrizia Mignolo, Valerio Papa. Primo dei non eletti Michele De Martino. Due i consiglieri eletti dalla lista Taranto Crea: Giuseppe Fiusco e Fabrizio Manzulli, che ha sopravanzato di una decina di voti.

Hanno ottenuto due consiglieri anche le liste Con Taranto (Pietro Bitetti, con oltre 1.500 voti, e Stefania Fornaro), Taranto 2030 (Adriano Tribbia e Angelica Lussoso), Più centrosinistra (Elena Pittaccio e Goffredo Lo Muzio), mentre uno ciascuno ne hanno ottenuto: Taranto Mediterranea (Michele Patano), Movimento 5 Stelle (Mary Luppino), Taranto Popolare (Michele Mazzariello), Europa Verde (Marti), Socialisti Repubblicani (Castronovi).

Per quanto riguarda le liste di centrodestra, oltre al candidato sindaco Vincenzo Musillo detto Walter, vengono eletti 4 consiglieri per Patto popolare, i primi tre dei quali furono tra i firmatari determinanti dell’atto che portò allo scioglimento del Consiglio: il consigliere regionale Massimiliano Stellato con oltre 1.500 voti, Carmen Casula e Cosimo Festinante, mentre torna in Consiglio Francesco Cosa, che fu assessore per Stefano eletto nella sua lista Sds. Due gli eletti per Fratelli d’Italia: Giampaolo Vietri, come al solito molto suffragato (1.348 voti) e Tiziana Toscano. Uno ciascuno per Forza Italia (Massimo Di Cuia), Patto per Taranto (Salvatore Brisci) e Prima l’Italia (Francesco Battista). Entrano in Consiglio, per aver superato la soglia minima, gli altri due candidati sindaci: Luigi Abate e Massimo Battista.

Anche Martina Franca premia il candidato del centrosinistra: Gianfranco Palmisano, con 12.947 voti (51,8%) si afferma al primo turno sul candidato di centrodestra, Mauro Bello, fermo al 45, 24. Solo il 2,94% per Lafornara. Quest’anno si registra, però, un netto calo dei votanti.

Al primo turno eletti anche i sindaci di Leporano (Vincenzo Damiano, lista civica, che subentra al commissario) e Sava (Gaetano Pichierri è l’unico sindaco di centrodestra eletto al primo turno in provincia, col 57% su Giulio Rossetto del centrosinistra, col 42%).

Negli altri Comuni si va al ballottaggio. A Castellaneta, il candidato del centrosinistra, Alfredo Cellamare, ha mancato l’elezione al primo turno per poche decine di voti e dovrà vedersela con Di Pippa del centrosinistra, staccato col 36%. A Palagiano vanno al ballottaggio Domenico Pio Lasagna, che guida liste civiche e Pietro Rotolo, civiche di centrosinistra, staccato il candidato di desta Donato Borracci.

A Mottola, come dicevamo, il sindaco uscente Barulli, del movimento 5Stelle, se la dovrà vedere al ballottaggio con Angelo Lattarulo, che guida liste civiche, che ha surclassato i candidati di centrodestra e centrosinistra: Quero e Rogante.

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