Nel mondo

Nigeria, Kaigama (arcivescovo Abuja): “Violenza contro la Chiesa disumana e intollerabile”

“Siamo inorriditi dal livello di violenza raggiunto, non si era ancora arrivati fino a questo punto”. A parlare è monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Abuja e presidente della Conferenza episcopale regionale dell’Africa Occidentale, all’indomani dell’attacco alla chiesa di San Francesco Saverio a Owo

foto by Afp/Sir
07 Giu 2022

di Patrizia Caiffa

“La Nigeria ha bisogno di aiuto. La violenza nei confronti della Chiesa sta diventando intollerabile”. A lanciare un appello è  monsignor Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Abuja e presidente della Conferenza episcopale regionale dell’Africa Occidentale, all’indomani dell’attacco alla chiesa di San Francesco Saverio a Owo, nello Stato di Ondo, nella Nigeria sudoccidentale. I fedeli stavano uscendo dalla messa di mezzogiorno dopo aver celebrato la Pentecoste. Uomini armati hanno fatto irruzione lanciando candelotti di dinamite, poi hanno aperto il fuoco contro i fedeli uccidendone almeno 20 e ferendo molti altri in modo grave. L’attacco è durato circa 15 minuti, durante i quali non c’è stato alcun intervento delle forze di sicurezza. Monsignor Kaigama ha subito chiamato al telefono il vescovo di Ondo, mons. Jude Ayodeji Arogundade: “È molto triste e preoccupato per la situazione”, ha riferito l’arcivescovo di Abuja. È ancora incerto il numero delle vittime: ufficialmente sono 21 ma i media nigeriani riportano cifre intorno alle 50/100 persone. In diverse zone della Nigeria la Chiesa cattolica è presa di mira: due preti sono ancora nelle mani dei rapitori nella zona di Kaduna e giorni fa il vescovo di Sokoto Mathew Hassan Kukah ha ricevuto minacce dopo aver denunciato il linciaggio di una studentessa cristiana per presunta blasfemia. L’arcivescovo di Abuja chiede alla comunità internazionale di aiutarli e al governo della Nigeria di “assumersi la responsabilità” di proteggere i cattolici.

Ignatius Ayau Kaigama (di François-Régis Salefran – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=39125129)

Qual è la reazione della Chiesa in Nigeria dopo l’attacco?

Siamo veramente inorriditi e profondamente rattristati per quanto accaduto nella diocesi di Ondo. Sappiamo che ci sono attività criminali nel territorio, sulle strade e nella foresta, ma mai avremmo pensato che sarebbero arrivati così vicino alle case, che avrebbero seguito le persone fino in chiesa e ucciso in maniera così disumana. Stiamo tutti soffrendo. Siamo inorriditi dal livello di violenza raggiunto, non si era ancora arrivati fino a questo punto. Sono già accaduti altri fatti cruenti, come alcuni nostri preti aggrediti e rapiti a Kaduna e quanto accaduto a Sokoto ma mai fino a questo punto.

Quali sono, secondo lei, le ragioni dell’attacco e chi potrebbero essere i responsabili. Qualcuno nomina i pastori Fulani…

Al momento non possiamo sapere chi sono i responsabili, possiamo solo fare delle supposizioni. Sappiamo che in passato ci sono stati attacchi da parte dei pastori Fulani. Ci sono state aggressioni criminali, rapimenti, sono stati attaccati villaggi, mandrie, uccise persone ma non sappiamo chi ci sia dietro. Ma prima tutto questo accadeva quando si era in strada o in zone non sicure. Ora accade anche in chiesa mentre la gente sta pregando. Noi non abbiamo offeso nessuno ma non ci sentiamo al sicuro.

Il  governo nazionale dovrebbe assumersi la responsabilità di proteggerci, garantire la sicurezza e porre fine definitivamente alle violenze: dispone di forze armate, di forze di polizia e può controllare tutto. Deve essere capace di proattività per prevenire queste violenze. Siamo già in periodo di campagna elettorale per le elezioni del prossimo anno, abbiamo tanti problemi. Anche molti studenti non vanno a scuola da mesi per uno sciopero degli insegnanti. Il nostro è un appello a non dimenticare le sofferenze delle persone e a fare qualcosa di concreto.

Chiede quindi al governo di fare di più per la sicurezza dei cattolici?

Esatto, per la sicurezza dei cattolici in tutta la Nigeria. Tanti settori della società si stanno lamentando, non solo noi. Penso che la Chiesa sia stata attaccata perché siamo abbastanza critici riguardo a problemi sociali, politici, economici, chiediamo una buona moralità e siamo anche visibili e credibili. La Chiesa è diffusa in tutto il mondo e se accade qualcosa a Ondo o a Kaduna, se ne parla ovunque. Forse c’è interesse a distruggere la voce della Chiesa perché non sia così attiva. Ma non ci facciamo intimidire.

Quali notizie le arrivano dalla diocesi di Ondo? Ha cifre esatte sul numero di vittime?

I numeri non sono sicuri. Ho parlato ieri con il vescovo di Ondo Jude Ayodeji Arogundade e ha detto che le vittime sono state portate a casa o negli ospedali. Stiamo cercando di raccogliere informazioni ma qui in Nigeria è difficile avere informazioni reali. Il numero può essere molto più alto di 21, i media nigeriani parlano di 50/100 vittime ma sono tutti numeri da verificare.

Cosa le ha detto il vescovo di Ondo?

È molto triste e preoccupato per la situazione. Ho provato oggi a richiamarlo diverse volte ma non riesco a prendere la linea, tutti lo stanno cercando.

Vuole fare un appello alla comunità internazionale?

La comunità internazionale ci aiuti. Non è giusto che attacchi così violenti diventino normali.

La comunità internazionale ha le competenze tecniche e gli strumenti per assicurare la sicurezza. Chiedo che non si aspetti ancora per aiutarci. Perché quando rapiscono un americano tutti si attivano e invece un vescovo non può uscire a fare una passeggiata da solo senza rischiare di essere rapito o ucciso? Penso che la comunità internazionale abbia i mezzi per scovare i criminali. La Nigeria ha bisogno di aiuto. La violenza nei confronti della Chiesa sta diventando intollerabile.

close

Iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti dal nostro sito!
Inserisci l'indirizzo mail e premi "iscriviti"!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Leggi anche
Ecclesia

Francesco in Congo: “State soffrendo un genocidio dimenticato”

“Tormentata dalla guerra, la Repubblica democratica del Congo continua a patire entro i suoi confini conflitti e migrazioni forzate, e a soffrire terribili forme di sfruttamento, indegne dell’uomo e del creato”. È la prima denuncia contenuta nel primo discorso del papa in Africa, nel Palais de la Nation: “Sono felice di essere qui, in questa […]

Suor Martinelli (Comboniane Sud Sudan): “Qui, dove la povertà genera rabbia e violenza, la gente aspetta Francesco con speranza”

Non pacificato, né tantomeno unificato, il Sud Sudan è il più giovane dei Paesi africani: nato nel 2011 dopo la divisione dal Sudan, è entrato in una guerra intestina nel 2013. E non ne è ancora uscito del tutto. Lo si legge nel sito di “Popoli e Missione” in relazione alla visita di papa Francesco […]
Hic et Nunc

Coldiretti: “I cambiamenti climatici spingono la rivoluzione digitale in agricoltura”

“I cambiamenti climatici spingono la rivoluzione digitale nelle campagne con oltre sei aziende agricole italiane su dieci (64%) che hanno adottato almeno una soluzione di agricoltura 4.0 dai droni ai robot, dai sensori ai gps, dalle piattaforme satellitari all’internet delle cose per salvare l’ambiente, aumentare la produttività e contenere i costi”. È quanto emerge da […]

Incidenti sul lavoro, Inail: nel 2022 quasi 698mila denunce di infortunio, 1.090 con esito mortale

“Nel 2022 si registra, rispetto al 2021, un deciso aumento delle denunce di infortunio in complesso (dovuto in parte al più elevato numero di denunce di infortunio da Covid-19 e in parte alla crescita degli infortuni ‘tradizionali’, sia in occasione di lavoro che in itinere), un calo di quelle mortali (per il notevole minor peso […]

Toccante libro inchiesta di Nello Scavo su alcune delle tragedie globali di oggi

Di notte l’orizzonte non esiste è il titolo di un interessante libello del giornalista e inviato speciale do “Avvenire”, Nello Scavo, che racchiude alcune delle esperienza professionali “estreme”, trasformatesi, negli ultimi anni, in reportage toccanti e coinvolgenti. Scavo, “nomen omen” si potrebbe dire a suo riguardo, vista la capacità di entrare nelle realtà più drammatiche, […]