Hic et Nunc

Al Fusco la prima assoluta della grande violinista russa Viktoria Mullova

21 Mar 2022

di Silvano Trevisani

Un tuffo nella storia della musica, che acquisisce oggi un sapore del tutto particolare, quello della “serata evento” che gli Amici della musica “Arcangelo Speranza” propongono martedì sera alle 21 al teatro Fusco, nell’ambito del cartellone n.78. Stiamo parlando del concerto, debutto assoluto per l’associazione, di Viktoria Mullova, grande virtuosa del violino, che sarà accompagnata il figlio Misha Mullov-Abbado, virtuoso contrabbassista jazz, oltre che compositore e arrangiatore, nato dalla relazione che la Mullova ebbe con Claudio Abbado negli anni Ottanta.

Parlavamo di “sapore particolare” dal momento che l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha creato non pochi disagi e molti distinguo tra le file dei grandi artisti russi, e li ha mostrati in una luce tutta particolare. Ma naturalmente quello di Viktoria Mullova è un caso del tutto diverso, ma non meno significativo, per il fatto che nel 1983 lasciò l’Unione Sovietica chiedendo salito politico all’ambasciata americana in Svezia, durante una tournée, assieme al suo compagno dell’epoca. Dopo aver vissuto negli Stati Uniti si è trasferita a Londra dove attualmente risiede col marito il violoncellista Matthew Barley, di qualche anno più giovane di lei.

Viktoria Mullova e Misha proporranno i brani del progetto discografico “Music We Love”, tra cui “Träumerei” dai “Kinderszenen” op. 15 di Robert Schumann, “O cabo pitanga” dell’ottantunenne compositore brasiliano Laercio De Freitas e alcune composizioni originali firmate dallo stesso Misha, “Blue deer”, “Brazil”, “Little Astronaut” e “Shanti Bell”. In programma, anche i primi due movimenti della Sonata per violino n. 1 di Bach, il primo tempo della Sonata per violino solo di Prokofiev, altri omaggi al Brasile attraverso «Sabia» di Antonio Carlos Jobim, il traditional “Caico”, “O Silencio Das Estrelas” di Osvaldo Lenine & Dudu Falcaõ e il popolarissimo choro “Tico-Tico No Fubá” di Zequinha de Abreu oltre a un pezzo del chitarrista jazz fusion John McLaughlin risalente ai tempi della Mahavishnu Orchestra, “Celestial Terrestrial Commuters”

 

 

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